- Io e Erika stavamo discutendo su un argomento che solo lei può aiutarci a conoscere meglio, signor Di Ruocco, Giovanni Di Ruocco - disse Robert, sprofondando in una poltrona bordeaux
- Io?
- Si, proprio lei. Le spiego: Erika sostiene che vivere in un paese piccolo renda le persone ossessionate dalla propria apparenza, al punto che ciò che si è per gli altri finisce per contare più di ciò che si è per se stessi. Ogni cosa diventa quindi calcolata, e l'imperativo morale non è più "bisogna farlo perché vale la pena" ma "bisogna farlo perché così non ci giudicano". Io invece sostengo che il paese piccolo ti da' la possibilità di non restare mai solo. Non ci si può perdere in un paesello, non senza che qualcuno prima o poi ti venga a cercare.
- Ovviamente - spiegò Erika - questa discussione è nata pensando alla storia del suo compaesano cornuto, 'O Diavolo ...
- 'O Demonio - la corressi- 'O Demonio.
- Ordunque, Di Ruocco, lei cosa ne pensa?
- Beh, così, su due piedi, mi viene da dare ragione entrambi. Io, personalmente, nel paese mi trovo bene: ho i miei amici, la mia routine, il mio lavoro. A volte mi sembra tutto un po' monotono, ma in fin dei conti sono un uomo tranquillo e quindi non mi lamento. Mia moglie, invece, lo odia: lei viene dalla città, trova la mentalità del posto piuttosto gretta e ...
- Povera donna, non le si può dar torto. Vivere in un paese dove un tizio 'a bell ' e buon* appende un paio di corna di ferro fuori ad un negozio ...
- Per me è stata un'opera d'arte - obiettò De Matteis - una roba alla Cattelan o alla Marina Abramovich. Post-moderno, se vogliamo.
- Post-moderno? Io lo trovo incredibilmente primitivo!
- Nah, per me è arte. Di Ruocco, le disturba se preparo il narghilè?
- Il che ...?
Mi indicò un attrezzo dalla forma sinuosa e riccamente decorato, formato da una specie di vaso dalla base rotonda e il collo allungato a cui era attaccato un tubo di stoffa che terminava con un bocchino ondulato. De Matteis mi spiegò che gli Arabi lo usano per fumare in comitiva e mi assicurò che mi sarebbe piaciuto. Non avevo mai visto una cosa del genere, ma perché stupirmi? Nulla in quella casa somigliava a quello che avevo conosciuto finora, era come naufragare su un'isola dall'altra parte dell'Oceano e ritrovarsi con il culo in mezzo agli aborigeni.
- Sa, Di Ruocco, anche io vengo dalla provincia - riprese Erika, tirandosi indietro i capelli con la mano - quando dissi ai miei genitori che mi sarei specializzata in Filologia, mio padre sbatté i pugni sul tavolo e mi disse "ma che figura ci fai fare con la gente? Cosa dico ai parenti, 'mia figlia s'ammor 'e famm**'?". Per lui la laurea aveva senso solo se finivi a fare l'architetto, il medico o l'avvocato, perché così potevi sbandierare la tua superiorità.
- Tu sei troppo dura, Erika - le disse Robert, versando il tabacco in una specie di setaccio - l'ignoranza è una piaga che si può lenire. Prova invece a soffocare il desiderio di perderti per il solo gusto di essere cercato: come pensi di riuscirci? Preferisco curare l'ignoranza piuttosto che dovermi perdere per ritrovarmi sempre solo con me stesso.
- Sei il solito poeta da tre soldi, Bob. Come pensi di curare l'ignoranza di gente come mio padre? Facendogli leggere Honorè de Balzac?
- Sarebbe un'idea grandiosa. Papà Goriot rappresenta tutto ciò che un buon genitore non dovrebbe essere, non crede, signor Di Ruocco?
Non credevo? Credevo? Provavo uno strano disagio a stare in mezzo a quelle parole che non conoscevo. Non il disagio di chi vorrebbe essere altrove, sia chiaro. Semmai il disagio di non essere mai stato lì prima d'ora, di non aver potuto bere alla fontana di un sapere che mi era stato precluso e che poteva non solo dissetarmi, ma addirittura sbronzarmi con la sua potenza. Più trascorrevo del tempo con lui, più Robert De Matteis mi sembrava l'uomo che avrei sempre voluto essere: libero, elegante, acculturato. Dovevo approfittare di quei momenti per lasciare che il suo sapere illuminasse un po' anche me e mi preparasse alla vecchiaia. In fondo è questa l'impressione che mi davano uomini come lui: gente che si assicurava una dignitosa vecchiaia grazie al conforto del proprio meraviglioso sapere.
- Il citofono, dev'essere Delia.
- Hai invitato anche lei? - fece Erika, piuttosto infastidita
- Chi è Delia? - chiesi, come se fosse naturale chiedere una cosa del genere
- Oh, le piacerà sicuramente, signor Di Ruocco. Delia è una persona deliziosa. Si fidi di me.
*all'improvviso
** fa la fame
Nessun commento:
Posta un commento