sabato 9 giugno 2012

Le corna del Demonio

All’inizio pensai fosse uno scherzo, le solite cazzate che si dicono a prima mattina per iniziare la giornata. Poi Iovane dell’ufficio tecnico mi mostrò una foto che aveva fatto col cellulare e capii che era tutto vero: la scorsa notte qualcuno aveva materialmente e inequivocabilmente appeso due grandi corna di ferro fuori al negozio di Samuele Tammaro, ‘O Demonio.
-          Lo diceva che prima o poi l’avrebbe fatto, e ha mantenuto la promessa …
-          Chi? – chiesi
-          Zaccaria. Sono anni che si tiene la moglie del Demonio. Lo sa tutto il paese, com'è che tu ne sei all'oscuro?
In effetti le mie conoscenze al riguardo erano piuttosto scarse. Sapevo che i pii uomini e le pie donne che andavano in Chiesa a battersi il petto la domenica lo chiamavano “‘O Demonio” perchè aveva gli occhi perennemente arrossati e un pizzetto nero e appuntito da Belzebù, ma non pensavo avesse una moglie e che questa se la intendesse con un uomo di nome Zaccaria. Anzi, non sapevo manco chi fosse Zaccaria, a dire il vero.
-          Il mese scorso – spiegò Mario - ‘O Demonio venne a sapere dal suo socio che Zaccaria si chiavava sua moglie nel parcheggio dell’Ipercoop. Due giorni dopo, la macchina di Zaccaria fu inspiegabilmente distrutta a colpi di cric. Lo sapevano tutti che era stato Samuele a scassargliela, lo sapeva anche Zaccaria. D’altronde, chi altri poteva essere stato?
-          Scusami, ma a 'sto Zaccaria hanno scassato la macchina e lui si vendica ficcando due corna di ferro sull’insegna di un negozio?
-          Tu non conosci Zaccaria Abagnale – disse Iovane in tono pedagogico, visto che tra noi era il più acculturato - È un uomo di altri tempi, un giullare, un personaggio da commedia dell’arte. I danni alla macchina si riparano, il danno all’immagine di un paio di corna fuori al negozio di uno chiamato ‘O Demonio no. Vive di immagini forti, di colpi di scena e contraccolpi umorali.
Feci finta di aver capito e mi chiesi come fosse possibile che in un paese di reietti e mezze seghe come il nostro, col nome di una Madonna che nessuno prega, un uomo di nome Zaccaria potesse vivere di colpi di genio del genere senza che nessuno gli desse del coglione, del frocio, del ritardato mentale. Anzi, da come ne parlavano, pareva quasi che Iovane,  Mario e gli altri provassero una sincera ammirazione nei suoi confronti. Forse era solamente l’ilarità che suscitava una notizia del genere -  un uomo che va appendendo un paio di corna fuori al negozio di uno chiamato ‘O Demonio – o forse era qualcos’altro, chissà.
Tornammo ad occuparci della nostra routine più o meno cinque minuti dopo, quando Peppe si appropriò del computer per sapere tutto del nuovo Roberto Carlos che l’Inter aveva scovato in Brasile e Mario si lanciò in un’elegia sulle tette di una che aveva visto l'altra sera in tv.

Prima di tornare a casa, mi allungai fino a via Euripide per dare un'occhiata al negozio del Demonio. La saracinesca era abbassata e sul marciapiede c'era puzza di piscio di cane. Quando alzai lo sguardo finalmente le vidi: erano due corna di ferro scuro, rudimentali e porose, sinceramente brutte. L’impatto sullo spettatore, però, era devastante, e il messaggio che sottendevano chiarissimo: Zaccaria Abagnale aveva consegnato al Demonio il lasciapassare per un’eternità da cornuto.

2 commenti:

  1. really like it! molto suggestivo, e se non fosse per il riferimento al pc, a roberto carlos e alle tette alla tv, sarebbe addirittura difficile da collocare temporalmente, un po' come gli scritti di benni. ma questo te l'ho già detto <3

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  2. ps. togli questo odiosissimo coso che devi mettere le lettere e i numeri per commentare .-.

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